Perché non dovresti scrivere un blog in inglese

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blog in inglese

Blog in inglese? Sei proprio sicuro o sicura?

Molto spesso mi capita di ricevere delle richieste da parte soprattutto di blogger che mi chiedono consigli sulla scrittura in inglese perché leggono in giro che se scrivi in inglese lavori di più e meglio e pensano che siccome io vivo e lavoro soprattutto in inglese possa indirizzarli per il meglio salvo poi scoprire che la mia visione è totalmente opposta. La mia risposta è infatti sempre la stessa: quanto bene conosci l’inglese? Sei davvero pronto a scrivere in inglese correttamente o lo fai solo per sentirti migliore degli altri? Scrivere in inglese su un blog, che sia food, travel, beauty e qualsiasi altra cosa, professionale anche, richiede delle competenze che se non hai ti catapultano nell’olimpo dei mediocri anche se magari nel tuo mercato, quello italiano, sei una superstar.

Perché, te lo dico chiaramente, scrivere in inglese non è una cosa semplice se non si è madrelingua e troppo spesso si crede che basti sapere due parole, usare Google Translate e copiare qualche modo di dire e il gioco è fatto. La verità è che se scrivi in inglese ma l’inglese non lo conosci bene, non lo pratichi regolarmente e non vai oltre le frasi da telefilm e film non ha senso che tu lo utilizzi per il tuo blog o per il tuo prodotto.

Nonostante io scriva da oltre 15 anni e traduca più o meno da 13, ho iniziato a scrivere in inglese solo poco tempo fa dopo anni anni di pratica giornaliera e vita all’estero e ancora oggi commetto tantissimi errori e so di non essere una madrelingua ma la pratica quotidiana, la scelta di lavorare quasi esclusivamente con il mercato di lingua inglese e la gestione di progetti in lingua fanno di me (e di millemila persone come me) una persona che sa scrivere in inglese e che sa concretizzare, in una lingua diversa dalla sua, quello che sta dicendo.

coffee

Le domande da farti quando decidi di scrivere in inglese

1. Quanto conosci la lingua? Quante volte, scrivendo, hai bisogno di consultare un traduttore? Sai costruire periodi complessi o ti fermi a “the pen is on the table”?
2. A quale mercato ti rivolgi? E, soprattutto, a quale mercato vuoi rivolgerti? Se scrivi in inglese sei potenzialmente più esposto ma sei, neanche troppo potenzialmente, esposto ai pericoli che la sovraesposizione senza conoscenze implica. Vedi punto 3…
3. Scrivi in inglese, ti chiama un potenziale cliente, cosa fai? Sei davvero pronto a prendere in carico un progetto in inglese? Sei davvero sicuro di poterti vendere per qualcosa che non sai fare? Sai che scrivere un post usando il traduttore è diverso dal lavorare giornalmente con una lingua diversa dalla tua se non la sai parlare?
4. Sei sicuro di voler fare delle figuracce di fronte al mondo intero? Sai come gestire a livello tecnico il multilingua, se parti da un sito esistente? E sai come rimediare alle figuracce che farai e che, se ti associ ad un’azienda, farai fare a questa?
5. Cosa vuoi raggiungere scrivendo in inglese? Più lettori? Aziende? Per far vedere che sei diverso e migliore rispetto ai tanti italiani che sono online? Riavvolgi il nastro: come li raggiungi? Come batti la concorrenza? Sai che devi fare i conti con un target geografico non è definito e millemila persone che scrivono, meglio di te, da decenni? Quali sono i tuoi obiettivi seri e reali se ne hai? Se non hai la perfetta conoscenza dell’inglese non solo i tuoi lettori ma anche Google ti guarderà con sospetto e la SEO (specie se la fai senza saperla fare) non ti salverà dal disastro!

Scrivere o no in inglese

Quando me lo chiedono io dico sempre le stesse cose:

SI —> solo e soltanto se lo sai fare bene, se sei costante, se hai un obiettivo mirato e sostenibile e se sei sicuro al 100% di poter sostenere un intero progetto, per conto terzi, in inglese. La scusa dell’aumento dei lettori non regge perché se questi lettori arrivano, leggono come scrivi e poi scappano in primis sul tuo blog non tornano più e poi non ti faranno certo una bella pubblicità.
NO —> se non sai scrivere senza traduttore, se le uniche parole che sai sono i nomi dei telefilm americani, se sei consapevole di non poter sostenere un intero progetto, per conto terzi, in una lingua diversa dalla tua. No se non hai obiettivi misurabili, strategie mirate e se il tuo mercato di riferimento non è quello di lingua inglese.

Cosa serve per scrivere bene in inglese

Devi pensare come una persona di lingua inglese, mai tradurre, devi contestualizzare, devi sapere cosa funziona e cosa no, devi capire che quello che per noi italiani può essere considerato umorismo per chi parla inglese potrebbe non esserlo. Devi sapere come gestire la lingua da un punto di vista tecnico e capire che le strategie che hai usato per il tuo prodotto in Italia non funzionano all’estero. Solo se pratichi quotidianamente e in loco sei pronto per affrontare la sfida dell’inglese perché arrivato ad un certo punto della tua vita inizierai a pensare in inglese e ti sarà più difficile, spesso, scrivere in italiano.

Ma non basta leggere in inglese e guardare la tv?

No, non basta. Se non pratichi quotidianamente, se non pratichi in un ambiente business e di lavoro, se non ti eserciti nulla potrà farti acquisire quella padronanza necessaria per usare l’inglese come lingua per il tuo blog o il tuo lavoro… Le app aiutano ma solo e soltanto se hai già padronanza altrimenti complicano la scrittura e la rendono innaturale.

bad grammar
Source: stevelvernon.com

Dalla parte delle aziende

Se leggi questo post e sei un manager di un’azienda alla ricerca di spunti per iniziare a produrre contenuti in inglese valgono le stesse regole di cui sopra con l’aggiunta di qualche punto in più:
** Sei sicuro che scegliere un blogger/writer italiano sia la cosa migliore da fare? Non è sempre meglio rivolgersi ad un professionista madrelingua?
** La tua azienda ha in mente un piano preciso in caso di problemi di reputazione dovuti ai contenuti prodotti da terzi?
** Ha davvero senso virare su una lingua diversa se il proprio mercato è solo italiano?

english

La conclusione del discorso è…

Affideresti mai un lavoro di scrittura o similari ad uno straniero che usa l’italiano a modo suo, che magari vive a Barcellona ma ha ben pensato di scrivere in italiano togliendo la S alla fine delle parole, usando il traduttore online per tradurre letteralmente la sua versione spagnola in italiano? Io no… e così fanno quelli che parlano una lingua diversa dalla nostra, i lavori li danno a chi sa davvero scrivere e parlare seriamente la loro lingua, a quelli che se li metti di fronte ad un intero progetto in inglese te lo sanno gestire o sanno semplicemente farne parte.

Prendere coscienza dei propri limiti fa bene, credimi, e rende migliori a livello professionale… divertirsi è bello ma raggiungere degli obiettivi che abbiano senso è ancora più bello!

Scrivono della stessa cosa (da angolature diverse) anche
* Riccardo su MySocialWeb –> qui
* Stefano su TheWebMate –> qui
* ProBlogger (in inglese) –> qui
[Ovviamente questo vale per tutte le lingue, non si limita all’inglese. Tipo quando pensiamo di poter scrivere in spagnolo perché sappiamo come si pronunciano Penelope Cruz o Lloret de Mar!]

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